Squadre di supporto per cantieri fotovoltaici in ritardo
Inserimento di squadre di posa su cantieri già avviati, in subappalto. Quando il cronoprogramma slitta e servono uomini subito, non un’altra riunione.
Il cantiere è aperto e i moduli sono ancora a terra
Succede più spesso di quanto si ammetta. Il cantiere parte con il ritmo giusto, poi qualcosa si inceppa: due operatori in malattia nella stessa settimana, un’impresa che si sfila a metà lavorazione, una fornitura arrivata in ritardo che ha compresso tutto il resto del cronoprogramma su metà del tempo previsto.
Il risultato è sempre lo stesso. Migliaia di moduli ancora imballati, una squadra ridotta all’osso che non recupererà mai il gap con le sue sole forze, e una data di fine lavori che nel frattempo non si è spostata di un giorno.
A quel punto il problema non è più tecnico. È aritmetico: servono più mani, e servono adesso. Cercarle nel momento in cui il ritardo è già maturo significa trattare con chi ha capito che sei in difficoltà.
Noi facciamo esattamente questo, e lo facciamo da subappaltatori: entriamo su cantieri già avviati, ci affianchiamo alle squadre presenti o assorbiamo una porzione definita delle lavorazioni, e usciamo quando il lavoro per cui siamo stati chiamati è chiuso.
Quando ci chiamano

Il cronoprogramma non regge più
La curva di avanzamento si è appiattita e il recupero non è realistico con l’organico in campo. Non serve una diagnosi: serve capacità produttiva aggiuntiva, inserita in tempi brevi e senza rallentare chi sta già lavorando.
Un’impresa è uscita a metà lavorazione
È lo scenario più scomodo, perché al ritardo si somma il subentro: bisogna capire cosa è stato fatto, come, e con quali serraggi. Prima di proseguire facciamo un passaggio di verifica sulle lavorazioni già eseguite nella porzione che ci viene assegnata, e mettiamo per iscritto cosa ereditiamo e cosa no.

Assenze impreviste
Malattie, infortuni, dimissioni. Su una squadra di sei persone bastano due assenze per dimezzare la produttività reale, perché certe lavorazioni non si eseguono da soli. L’inserimento temporaneo copre il buco senza costringerti a riorganizzare l’intero cantiere.
Picchi di lavoro concentrati
Più cantieri che si sovrappongono nello stesso trimestre, o una consegna che si comprime per ragioni che con la posa non c’entrano nulla. In questi casi non c’è un problema da risolvere: c’è solo bisogno di più squadre nello stesso momento.
Come si entra su un cantiere avviato
Inserire una squadra nuova in un cantiere in corso può accelerarlo oppure ingolfarlo. La differenza sta quasi tutta in cosa si definisce prima di salire sul mezzo.
Il rischio dell’affiancamento è la sovrapposizione: due squadre che lavorano sulla stessa area, che si contendono il mezzo di sollevamento, che si passano il materiale a voce e poi non sanno più chi ha serrato cosa. Un ritardo affrontato male diventa un ritardo peggiore, con in più un problema di tracciabilità.
Per questo il perimetro si definisce prima, e si definisce su una mappa: quali file, quali campate, quali stringhe sono nostre. Ognuno risponde della propria porzione, i controlli di serraggio sono attribuibili, i verbali pure.
- Sopralluogo o call tecnica con il capocantiere, per capire lo stato reale dell’avanzamento
- Assegnazione di una porzione delimitata di impianto, non un affiancamento generico
- Verifica documentale: POS integrativo, coordinamento con il PSC e con il CSE
- Definizione degli accessi: aree di stoccaggio, viabilità, uso condiviso dei mezzi di sollevamento
- Dimensionamento della squadra sul recupero effettivo richiesto, non sul numero che suona bene
- Punto di avanzamento periodico concordato, con evidenza della produzione giornaliera
Cosa possiamo assorbire
L’inserimento ha senso solo se copre lavorazioni che sappiamo eseguire con lo stesso standard di chi è già in cantiere. Sono le stesse che facciamo sui cantieri dove entriamo dall’inizio.
- Montaggio strutture su impianti a terra: assemblaggio, allineamenti, serraggi a coppia controllata
- Montaggio di guide e sistemi di fissaggio su coperture industriali, metalliche e piane
- Posa e fissaggio moduli, a terra e in quota, con controllo dei serraggi
- Stringatura e attestazione dei connettori, posa cavi in canalina o passerella
- Quadri di campo e collegamenti verso gli inverter, sotto la responsabilità del responsabile tecnico abilitato D.M. 37/2008, lettera A, con personale PES / PAV / PEI
- Movimentazione e logistica di cantiere: scarico, distribuzione del materiale sulle aree di posa
Su un singolo cantiere possiamo mobilitare oltre venti operatori. Il numero utile però non è quello massimo: è quello che il tuo cantiere riesce ad assorbire senza congestionarsi. Lo definiamo insieme.
Cosa serve a noi, cosa resta a te
Ci serve
- Stato reale dell’avanzamento e quantità residue da posare
- Progetto esecutivo, capitolato e schema elettrico
- Manuale e schede tecniche del sistema di fissaggio adottato
- Coppie di serraggio prescritte dal fornitore delle strutture
- Delimitazione della porzione di impianto che ci viene assegnata
- PSC, coordinate del CSE e regole di accesso al cantiere
- Disponibilità e turnazione dei mezzi di sollevamento in campo
Non è nostro
- Direzione lavori e coordinamento della sicurezza
- Progettazione elettrica e strutturale dell’impianto
- Responsabilità sulle lavorazioni eseguite da altri prima del nostro ingresso
- Fornitura di moduli, strutture, inverter e componentistica
- Pratiche di connessione alla rete e rapporti con il gestore
- Collaudi e verifiche di conformità dell’impianto nel suo complesso
Domande frequenti sull’inserimento in cantiere
In quanto tempo potete entrare in cantiere?
Dipende dalla disponibilità delle squadre nel periodo e dal tempo necessario allo scambio documentale. Chiamaci e ti diciamo in giornata se abbiamo capacità e da quando: preferiamo un no rapido a un sì che poi slitta.
Vi assumete la responsabilità di quanto è stato montato prima?
No. Rispondiamo delle lavorazioni che eseguiamo noi, sulla porzione di impianto che ci viene assegnata. Prima di proseguire su lavorazioni iniziate da altri facciamo una verifica dello stato di fatto e mettiamo per iscritto cosa ereditiamo, così la linea di demarcazione resta chiara anche a distanza di mesi.
Potete lavorare in affiancamento a un’altra impresa?
Sì, a condizione che le aree di competenza siano delimitate. L’affiancamento generico su una stessa area genera confusione sui serraggi e sulle responsabilità: preferiamo lavorare su file, campate o stringhe assegnate.
Quante persone potete mobilitare?
Su un singolo cantiere possiamo mobilitare oltre venti operatori. La squadra si dimensiona però sul recupero effettivamente richiesto e sulla capacità del cantiere di assorbirla, non sul numero massimo teorico.
Serve un contratto diverso rispetto a un subappalto ordinario?
No, l’inquadramento è lo stesso: subappalto con perimetro, quantità e tempi definiti. Cambia solo il fatto che il perimetro riguarda una porzione residua di lavorazioni anziché l’intera opera.
Intervenite anche fuori dalla vostra area abituale?
Operiamo su tutto il territorio nazionale. Per i cantieri più distanti entrano in valutazione trasferta e alloggio della squadra, che vengono definiti in offerta.
Il tuo cantiere è indietro?
Mandaci ubicazione, quantità residue e data di fine lavori. Ti diciamo se abbiamo la squadra e da quando possiamo entrare.