Vai al contenuto

Home › Conto terzi, subappalto o somministrazione

Inquadramento

Conto terzi, subappalto o somministrazione: cosa stai davvero affidando

Tre espressioni usate come sinonimi che sinonimi non sono. La differenza non è lessicale: cambia chi risponde di cosa, e il rischio ricade su di te.

Il problema

“Mi servono dieci uomini per tre settimane”

È la richiesta che riceviamo più spesso, ed è formulata nel modo che al committente sembra più naturale. Il problema è che descrive una fornitura di persone, mentre quello che sta cercando — quasi sempre — è l’esecuzione di lavorazioni.

Nel linguaggio corrente “conto terzi”, “subappalto” e “manodopera specializzata” vengono usati in modo interscambiabile. In cantiere la distinzione non si vede: ci sono operai che montano moduli, e a prima vista non cambia nulla. Cambia tutto quando qualcosa va storto: un infortunio, una contestazione sulle lavorazioni, una verifica ispettiva.

Questa pagina spiega la differenza tra le tre formule e come si riconosce quale si sta applicando davvero — indipendentemente da come è intitolato il contratto. Non è una consulenza legale: per la valutazione del singolo caso il tuo consulente resta l’interlocutore giusto. È l’inquadramento operativo che usiamo noi, scritto perché tu possa verificarlo.

Le tre formule

Tre cose diverse che sembrano la stessa

Espressione commerciale

Conto terzi

Non è una categoria giuridica: è il modo in cui il mercato dice “lavoro per un’altra azienda, non per il cliente finale”. Descrive il posizionamento commerciale, non la forma del rapporto. Un lavoro conto terzi può essere strutturato come appalto, come subappalto o — impropriamente — come somministrazione. Da sola, l’espressione non ti dice nulla su chi risponde di cosa.

Contratto d’opera

Subappalto di lavorazioni

L’impresa si obbliga a eseguire una parte definita dell’opera con propria organizzazione dei mezzi, gestione a proprio rischio ed esercizio del potere direttivo sui propri lavoratori. Il committente affida un risultato, non delle ore. È la forma corretta per l’affidamento di lavorazioni di posa, ed è quella che applichiamo.

Fornitura di lavoro

Somministrazione

Un’agenzia autorizzata fornisce lavoratori che operano sotto la direzione e il controllo dell’utilizzatore. È un’attività riservata a soggetti iscritti all’albo delle agenzie per il lavoro. Un’impresa edile che “presta operai” gestiti dal capocantiere del committente non sta facendo subappalto: sta facendo somministrazione, e senza autorizzazione è irregolare.

Perché ti riguarda

Il rischio non resta dalla parte del fornitore

È il punto che più spesso viene sottovalutato in fase di affidamento: la qualificazione del rapporto non protegge chi la sbaglia, e non protegge nemmeno chi l’ha subita.

Quando un rapporto formalmente qualificato come appalto o subappalto si rivela, nei fatti, una fornitura di manodopera, le conseguenze non ricadono solo sull’impresa che l’ha eseguito. Riguardano anche l’utilizzatore, cioè il committente: sul piano della responsabilità per i rapporti di lavoro, su quello sanzionatorio, e nella gestione degli obblighi di sicurezza.

C’è poi un secondo livello, più immediato. Se gli operai in campo rispondono al tuo capocantiere anziché al proprio, il tuo capocantiere sta esercitando il potere direttivo su lavoratori altrui. In caso di infortunio, quella circostanza pesa nella ricostruzione delle responsabilità, a prescindere da cosa fosse scritto nel contratto.

Per questo la distinzione non è formalismo da ufficio legale. È un elemento che si valuta prima, quando si sceglie il fornitore e si scrive il contratto, non dopo.

La verifica

Come si riconosce un subappalto vero

Non dal titolo del contratto, che si scrive in trenta secondi. Da come funziona il cantiere. Sono gli stessi indicatori che un ispettore guarda, e che puoi verificare tu prima di firmare.

  • Chi dà gli ordini agli operai. In un subappalto risponde al proprio capo squadra. Il tuo capocantiere si interfaccia con lui, non con i singoli lavoratori
  • Di chi sono attrezzatura e utensili. Un subappaltatore arriva con i propri: utensileria, chiavi dinamometriche, strumentazione, DPI
  • Chi organizza il lavoro. Sequenza delle lavorazioni, composizione della squadra e turnazione sono decisioni dell’impresa esecutrice, entro il cronoprogramma concordato
  • Su cosa si misura il compenso. Prezzo unitario o a corpo sulle quantità eseguite, non tariffa oraria per numero di persone presenti
  • Chi porta il rischio. Se una lavorazione va rifatta, la rifà il subappaltatore a proprio carico. È la differenza fra vendere un risultato e vendere ore
  • Chi redige il POS. Ogni impresa esecutrice redige il proprio, coordinato con il PSC. Chi non ne ha uno proprio non sta eseguendo lavorazioni in autonomia
Il nostro caso

Come si traduce sul nostro cantiere

Squadra di posa al lavoro sul fissaggio dei moduli di un impianto fotovoltaico a terra

Ti affidiamo un risultato, non delle presenze

L’offerta indica le lavorazioni, le quantità e i tempi. La contabilizzazione avviene a SAL sulle quantità eseguite. Non fatturiamo giornate uomo: se una squadra rende meno del previsto, il problema è nostro.

La composizione e il dimensionamento della squadra li decidiamo noi sul cronoprogramma concordato. Tu concordi il risultato e la data, non l’organico.

Montaggio di guide e sistemi di fissaggio su copertura metallica di capannone industriale

La squadra risponde al proprio capo squadra

Il tuo capocantiere ha un solo interlocutore e non deve dare istruzioni ai singoli operatori. Non è una preferenza organizzativa: è la condizione che tiene in piedi la qualificazione del rapporto.

Arriviamo con attrezzatura, utensili e DPI nostri, redigiamo il nostro POS coordinato con il PSC, e rispondiamo delle lavorazioni sulla porzione assegnata. Restano al cantiere i mezzi di sollevamento, salvo diverso accordo in offerta.

Perimetro

Cosa comprende, per noi, il conto terzi

Qui ci differenziamo da una parte del mercato, ed è bene saperlo prima di chiamarci. Diversi operatori che si presentano come “conto terzi” includono nell’offerta progettazione, pratiche di connessione e gestione commerciale del cliente finale. Noi no, e non è una limitazione subita: è il modello.

Comprende

  • Montaggio delle strutture di supporto, a terra e in copertura
  • Posa e fissaggio dei moduli, con serraggi a coppia controllata
  • Stringatura, attestazione dei connettori, posa cavi
  • Quadri di campo e collegamenti verso gli inverter
  • Movimentazione e logistica di cantiere sulle aree di posa
  • Fascicolo documentale completo per la qualifica fornitore

Non comprende

  • Progettazione elettrica, strutturale e delle opere civili
  • Fornitura di moduli, strutture, inverter e componentistica
  • Pratiche di connessione alla rete e iter autorizzativi
  • Gestione commerciale o back office del tuo cliente finale
  • Opere civili, movimento terra e infissione delle fondazioni
  • Collaudi e verifiche di conformità dell’impianto nel complesso
FAQ

Domande frequenti sull’inquadramento

Quindi lavorate conto terzi o in subappalto?

Entrambe le cose, e non è una contraddizione. “Conto terzi” descrive il posizionamento: il nostro cliente è un’azienda del settore, mai il proprietario dell’impianto. “Subappalto di lavorazioni” è la forma contrattuale con cui lo facciamo.

Potete fornirci degli operai da gestire con il nostro capocantiere?

No. Sarebbe somministrazione di manodopera, che è attività riservata alle agenzie autorizzate. Possiamo assumere una porzione delimitata di lavorazioni e portarla a termine con la nostra squadra e il nostro capo squadra: il risultato pratico per il tuo cantiere è lo stesso, l’inquadramento no.

E se il nostro cantiere ha bisogno di flessibilità giorno per giorno?

La flessibilità si gestisce sul perimetro, non sulla direzione degli operai. Si ridefiniscono le porzioni assegnate o le quantità, con un aggiornamento dell’offerta. È più rapido di quanto sembri e non altera la qualificazione del rapporto.

Il distacco di personale è un’alternativa?

Il distacco richiede un interesse dell’impresa distaccante e una durata determinata, e non è la forma adatta a coprire fabbisogni produttivi di cantiere. Non lo utilizziamo.

Chi redige il POS?

Lo redigiamo noi, specifico per il cantiere, dopo aver ricevuto il PSC, e lo trasmettiamo per il coordinamento con il CSE. Un’impresa che esegue lavorazioni senza un proprio POS è un segnale su cui vale la pena fermarsi.

Questa pagina ha valore di consulenza legale?

No. È l’inquadramento operativo con cui lavoriamo, scritto perché sia verificabile. Per la qualificazione del singolo rapporto contrattuale il riferimento resta il tuo consulente.

Vuoi capire come inquadrare il tuo affidamento?

Raccontaci il cantiere e cosa ti serve coprire. Ti diciamo se è una lavorazione che possiamo assumere in subappalto e come la struttureremmo.